{"id":10711,"date":"2018-06-28T11:41:02","date_gmt":"2018-06-28T11:41:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/?p=10711"},"modified":"2018-08-13T14:45:28","modified_gmt":"2018-08-13T14:45:28","slug":"puoi-assumere-selenio-cui-bisogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/puoi-assumere-selenio-cui-bisogno\/","title":{"rendered":"Come puoi assumere il selenio di cui hai bisogno?"},"content":{"rendered":"<h2>Il selenio \u00e9 molto di pi\u00f9 di un antiossidante!<\/h2>\n<p>Come ho scritto in precedenza <a href=\"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/4-nutrienti-non-devono-mancare-nella-tua-dieta-tiroide-sana\/\">in questo blog<\/a>, il selenio \u00e8 stato aggiunto spesso a molti integratori di antiossidanti.<\/p>\n<p>Quello che probabilmente invece non sai ancora, \u00e8 che questo minerale ha una funzione importante per il buon funzionamento della tiroide. Esso \u00e8 infatti un componente delle selenoproteine<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, enzimi coinvolti in molti processi legati alla protezione contro la perossidazione lipidica, il metabolismo degli ormoni tiroidei, l\u2019immunit\u00e0 mediata dai linfociti di tipo T e la modulazione della risposta infiammatoria<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>In questo post vorrei quindi continuare la discussione riguardo il selenio, darti alcune idee riguardo come puoi assumerne quantit\u00e0 sufficienti con l\u2019alimentazione e cercare di capire se \u00e8 possibile valutare lo stato nutrizionale per questo nutriente. Tanto per cominciare, l\u2019introito raccomandato di selenio \u00e8 compreso fra i 55 e i 75 microgrammi (mcg) al giorno (vedi la tabella qui sotto). Un\u2019assunzione di selenio in quantit\u00e0 superiori a 850 microgrammi al giorno \u00e8 considerata, invece, tossica.<\/p>\n<p>Nella sua forma organica, il selenio si presenta nel cibo sotto forma di selenometionina, mentre la selenite (la forma inorganica del selenio) non si trova negli alimenti, e viene inoltre metabolizzata in maniera diversa<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. I cibi ricchi di selenio comprendono le noci brasiliane (25 mcg\/noce in media), le uova (13,9 mcg\/uovo), le ostriche (63,7 mcg\/100 g), il tonno (80,4 mcg\/100 g), il salmone (41,4 mcg\/100 g), i gamberetti (39,6 mcg\/100 g), il pane integrale (70,7 mcg\/100 g), i semi di girasole (53 mcg\/100 g), l\u2019avena (34 mcg\/100 g) e la segale integrale (35,3 mcg\/100 g). Infine, anche la maggior parte della carne (maiale, manzo, agnello, tacchino, pollo) e dei funghi contengono selenio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"548\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"235\"><strong><em>Categoria di persone<\/em><\/strong><\/td>\n<td width=\"124\"><strong><em>Introito giornaliero raccomandato<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(mcg)<\/em><\/strong><\/td>\n<td width=\"189\"><strong><em>Massimo introito giornaliero raccomandato (integratori compresi)<\/em><\/strong><strong><br \/>\n<em>(mcg)<\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"235\">Uomini e donne di et\u00e0 superiore a 19 anni<\/td>\n<td width=\"124\">55<\/td>\n<td width=\"189\">400<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"235\">Donne in gravidanza<\/td>\n<td width=\"124\">60<\/td>\n<td width=\"189\">400<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"235\">Donne in allattamento<\/td>\n<td width=\"124\">70<\/td>\n<td width=\"189\">400<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Tabella 1:<\/strong> Introito giornaliero raccomandato (mcg) e livelli massimi di assunzione in diverse categorie di persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla base di quanto sopra esposto, sembra che il selenio sia contenuto in diversi tipi di cibi. Di conseguenza, seguire una dieta sufficientemente varia (e magari sgranocchiare qualche noce brasiliana) dovrebbe bastare per non avere problemi.<\/p>\n<p>Cosa succede invece quando l&#8217;assunzione con la dieta non soddisfa le raccomandazioni? I segni clinici della carenza di selenio includono la malattia di Keshan, una cardiomiopatia che colpisce principalmente i bambini e le donne in et\u00e0 fertile, che \u00e8 stata riscontrata in alcune aree della Cina dove la popolazione assume quantitativi piuttosto bassi di questo minerale<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Un quantitativo troppo limitato di selenio nell\u2019organismo correla con un maggior rischio di cancro, infertilit\u00e0, alterata risposta immunitaria, per non parlare dell\u2019aumentato rischio di mortalit\u00e0<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><sup>,<\/sup><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><sup>,<\/sup><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 meglio assicurarsi di assumere abbastanza selenio con la dieta!<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile sapere se le nostre riserve di questo minerale sono adeguate? Purtroppo non \u00e8 facile. Numerosi studi sono stati condotti nel corso degli anni, ma molti di questi sono incoerenti tra di loro e hanno spesso valutato lo stato nutrizionale del selenio con unit\u00e0 di misure diverse. Ad esempio, alcuni studi hanno valutato il selenio urinario in micromoli al giorno mentre altri hanno valutato il selenio urinario in micromoli per grammo di creatinina. Queste discrepanze rendono difficile combinare le stime in una meta-analisi e capire quale test \u00e8 pi\u00f9 preciso.<\/p>\n<p>Nonostante il selenio plasmatico sia stato ampiamente utilizzato come marcatore per lo stato nutrizionale del selenio in diversi studi, non \u00e8 considerato un marker affidabile. In alternativa, sono stati misurati il selenio da sangue intero anzich\u00e9 da plasma, le concentrazioni plasmatiche di selenoproteina P, e l\u2019attivit\u00e0 della glutatione perossidasi nel plasma, nelle piastrine e nel sangue intero. Tutte queste misurazioni possono rispecchiare lo stato nutrizionale, ma \u00e8 difficile valutare quale di esse sia il pi\u00f9 affidabile[2].<\/p>\n<p>Speriamo che gli scienziati riescano presto a mettere a punto un test sufficientemente attendibile per valutare lo stato nutrizionale del selenio. Nell\u2019attesa, possiamo intanto sgranocchiare qualche noce brasiliana!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Kryukov GV, Castellano S, Novoselov SV, et al. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/12775843\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Characterization of mammalian selenoproteomes<\/a>. Science 2003;300:1439\u201343.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ashton K, et al. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/19420095\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Methods of assessment of selenium status in humans: a systematic review<\/a>. Am J Clin Nutr 2009;89(suppl):2025S\u201339S.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Burk RF, Norsworthy BK, Hill KE, Motley AK, Byrne DW. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/16614127\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Effects of chemical form of selenium on plasma biomarkers in a high-dose human supplementation trial<\/a>. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2006;15:804\u201310.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Yang GQ, Xia YM. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/8561918\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Studies on human dietary requirements and safe range of dietary intakes of selenium in China and their application in the prevention of related endemic diseases<\/a>. Biomed Environ Sci 1995;8: 187\u2013201.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Brown KM, Arthur Jr. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/11683552\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Selenium, selenoproteins and human health: a review<\/a>. Public Health Nutr 2001;4:593\u20139.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Akbaraly NT, Arnaud J, Hininger-Favier I, Gourlet V, Roussel AM, Berr C. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/16123147\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Selenium and mortality in the elderly: results from the EVA study<\/a>. Clin Chem 2005;51:2117\u201323.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Bleys J, Navas-Acien A, Guallar E. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/18299496\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Serum selenium levels and all-cause, cancer, and cardiovascular mortality among US adults<\/a>. Arch Intern Med 2008;168:404\u201310.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il selenio \u00e9 molto di pi\u00f9 di un antiossidante! Come ho scritto in precedenza in questo blog, il selenio \u00e8 stato aggiunto spesso a molti integratori di antiossidanti. Quello che probabilmente invece non sai ancora, \u00e8 che questo minerale ha una funzione importante per il buon funzionamento della tiroide. 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