{"id":11848,"date":"2018-08-20T06:54:39","date_gmt":"2018-08-20T06:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/?p=11848"},"modified":"2018-08-20T06:55:21","modified_gmt":"2018-08-20T06:55:21","slug":"introduzione-alle-reazioni-avverse-agli-alimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/introduzione-alle-reazioni-avverse-agli-alimenti\/","title":{"rendered":"Introduzione alle reazioni avverse agli alimenti"},"content":{"rendered":"<h2>Allergie e intolleranze: reazioni avverse agli alimenti<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allergie ed intolleranze alimentari, meglio definite come reazioni avverse agli alimenti, sono in aumento in Italia e nel mondo occidentale cos\u00ec come lo sono le allergie in generale. Studi <a href=\"https:\/\/gupea.ub.gu.se\/bitstream\/2077\/38345\/1\/gupea_2077_38345_1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">europei stimano una percentuale di prevalenza intorno al 7,5% nei bambini e 2% nell\u2019adulto<\/a>.<\/p>\n<p>Nonostante il continuo aumento di queste patologie, c\u2019\u00e8 ancora parecchia incertezza sui meccanismi che ne stanno alla base, cos\u00ec come molte incertezze nella diagnosi che viene spesso affidata a metodologie non idonee.<\/p>\n<p>Si aggiunga a questo la crescente credenza popolare, del tutto infondata, che le allergie alimentari siano responsabili di molti fenomeni di soprappeso. Le allergie alimentari non hanno generalmente nessuna influenza sul peso corporeo, ma se un effetto dobbiamo per forza trovarlo, sar\u00e0 nel senso di una diminuzione di peso per mancato assorbimento di nutrienti e non certo di un aumento. Tali credenze sono purtroppo supportate da operatori sanitari disonesti e senza scrupoli che, facendosi forza sulla credulit\u00e0 dei pazienti e affidandosi a fantasiose e coreografiche metodologie diagnostiche propugnano diete inutili e spesso dannose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Classificazione delle reazioni avverse agli alimenti<\/strong><\/h2>\n<p>Le reazioni avverse agli alimenti vengono classificate in:<\/p>\n<ul>\n<li>tossiche<\/li>\n<li>non tossiche<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le prime possono pi\u00f9 precisamente essere chiamate reazioni da avvelenamento e sono causate dalla presenza di \u201ctossine\u201d negli alimenti; esempi sono la reazione tossica e a volte mortale dovuta all\u2019ingestione di funghi non commestibili, la reazione alla solanina delle patate, il botulismo ecc. Questo tipo di reazione pu\u00f2 verificarsi in qualsiasi individuo a condizione che abbia ingerito una dose di tossina tale da scatenare la sintomatologia.<\/p>\n<p>Le non tossiche invece sono quelle che tratteremo in queste pagine e che comunemente vengono chiamate allergie alimentari. Tali reazioni sono da ascriversi soltanto alla suscettibilit\u00e0 individuale e sono suddivise in allergie vere e proprie e intolleranze.<\/p>\n<p>Le <a href=\"http:\/\/www.inran.it\/servizi_cittadino\/stare_bene\/reazioni\/allergie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">allergie<\/a> sono reazioni avverse agli alimenti su base immunologica. Le reazioni immunologiche di un organismo sono classificate in medicina in diversi tipi (tipo I, II, III e IV). Le <u>allergie tipo I<\/u> (IgE mediate) sono quelle pi\u00f9 chiaramente e precisamente individuate e caratterizzate. Le malattie dipendenti da questo tipo di reazioni sono ben definite e distinte in reazioni generalizzate o anafilassi, e reazioni di organo.<\/p>\n<p>Le <u>reazioni non IgE mediate<\/u> sono reazioni anticorpo-mediate, che coinvolgono classi di immunoglobuline diverse dalle IgE (tipo III), nella fattispecie IgG, e soprattutto reazioni cellulo-mediate (tipo IV). Molte malattie gastrointestinali bene definite clinicamente e di pertinenza dell\u2019infanzia appartengono a questo gruppo di malattie (e.g. <a href=\"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/guida-breve-ai-cibi-senza-glutine\/\">la celiachia<\/a>).<\/p>\n<p>Le <a href=\"http:\/\/www.inran.it\/servizi_cittadino\/stare_bene\/reazioni\/intolleranze\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intolleranze<\/a> sono reazioni avverse agli alimenti riconducibili ad un meccanismo <strong>non<\/strong> immunologico. Possono essere:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>di tipo enzimatico (per es. intolleranza al latte, favismo),<\/li>\n<li>di tipo farmacologico (per es. le reazioni alle amine vasoattive o agli additivi contenuti in alcuni alimenti).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>3 Diagnosi delle reazioni avverse agli alimenti<\/h2>\n<p>La diagnosi di reazioni avverse agli alimenti alimentare \u00e8 in generale complessa e deve essere affidata a specialisti competenti nello specifico campo; infatti non esiste come illustrato sopra un unico meccanismo responsabile ed il numero degli allergeni alimentari esistenti \u00e8 elevato, molti dei quali non dispongono di modalit\u00e0 diagnostiche validate per i tests diagnostici.<br \/>\n\u00c9 assolutamente necessario seguire un iter molto rigoroso.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Anamnesi<\/strong>: cio\u00e8 la raccolta e l\u2019interpretazione da parte del medico dei dati emersi dal colloquio con il paziente; costituisce la premessa essenziale per la diagnosi di allergia. Dall\u2019anamnesi infatti il paziente pu\u00f2 fornire dati e dettagli fondamentali, soprattutto se la sintomatologia sospetta si verifica dopo soli pochi minuti dall&#8217; assunzione dell&#8217;alimento. I sintomi descritti dal paziente e gli alimenti a cui si sospetta possa risalire la sintomatologia indirizzano il medico sulla prescrizione di eventuali test per individuare l\u2019allergene. In particolare gli elementi essenziali da rilevare nell\u2019anamnesi sono:<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>la <strong>latenza<\/strong> tra l\u2019ingestione dell\u2019alimento sospetto e la comparsa dei sintomi;<\/li>\n<li><strong>il tipo di sintomi<\/strong>, infatti l\u2019allergia alimentare si manifesta con una sintomatologia tipica delle reazioni allergiche IgE mediate (sindrome orale, orticaria, angioedema, eczema, rinite, asma, sintomi gastroenterici acuti),<\/li>\n<li><strong>l\u2019alimento sospetto<\/strong>, questo sar\u00e0 facilmente individuabile se i sintomi sono immediatamente successivi all\u2019ingestione dell\u2019alimento, se invece la latenza \u00e8 grande l\u2019alimento \u00e8 meno facilmente individuabile;<\/li>\n<li>la <strong>durata<\/strong> dei sintomi, infatti i sintomi di allergia alimentare si risolvono dopo poche ore;<\/li>\n<li>la <strong>riproducibilit\u00e0<\/strong>, il sospetto di allergia alimentare \u00e8 avvalorato dalla riproducibilit\u00e0 dei sintomi ogni volta che l\u2019alimento sospetto viene ingerito.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Test diagnostici per le reazioni avverse agli alimenti<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Cutireazione: <\/strong>Consiste nell\u2019applicare una goccia di estratto allergenico sulla cute dell\u2019avambraccio facendola penetrare negli strati superficiali della pelle tramite la punta di una minuscola lancetta sterile. Le reazioni si manifestano entro 15-20 minuti dall\u2019esecuzione del test e sono caratterizzate dalla comparsa di un ponfo (simile ad una puntura di zanzara). Non si possono eseguire le cutireazioni se si sta effettuando terapia antiistaminica.<\/p>\n<p><strong>Dosaggio IgE totali: <\/strong>Il rilevamento di alti livelli di IgE totali, (dopo avere escluso infezioni da parassiti che anche esse ne provocano un aumento) \u00e8 di indicazione per uno stato allergico, ma non pu\u00f2 essere usato nella diagnosi di specifiche allergie e va anche sottolineato che un riscontro di valori normali non esclude la diagnosi di allergia.<\/p>\n<p><strong>Ricerca di IgE specifiche (RAST): <\/strong>Estratti di alimenti sospetti si lasciano reagire in provetta con il plasma del paziente. In presenza di allergia, gli anticorpi presenti, specifici per quell\u2019alimento, reagiscono producendo una reazione misurabile precisamente con strumenti di laboratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019accuratezza diagnostica delle cutireazioni e del dosaggio delle IgE specifiche \u00e8 assai variabile: i risultati vanno quindi sempre interpretati in armonia con i dati anamnestici e confermati con la provocazione ove necessario. Nonostante questi limiti i test diagnostici vanno sempre eseguiti.<\/p>\n<p>Il problema pi\u00f9 importante per la valutazione dei risultati dei test diagnostici \u00e8 quello delle reazioni crociate. Si verifica frequentemente, specie per allergeni di origine vegetale, che i test siano positivi per un largo numero di alimenti comprendendo anche alimenti abitualmente tollerati. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che la presenza di IgE nei confronti di alimenti non sempre si accompagna alla presenza di sintomi, infatti il nostro organismo affianca alla presenza di anticorpi IgE verso determinati alimenti dei sistemi di protezione a noi non completamente noti. In definitiva sfugge il motivo per cui anticorpi IgE esprimono una reale sintomatologia mentre altri indicano solo una sensibilizzazione allergica ma priva di un significato clinico. In questo contesto i test vanno comunque eseguiti e ne va interpretato il risultato in chiave clinica. Se infatti i test sono assolutamente negativi si pu\u00f2 escludere un\u2019allergia alimentare IgE mediata; se positivi per un alimento chiaramente responsabile dei sintomi viene confermata un\u2019allergia IgE mediata per quell\u2019alimento; nel caso di positivit\u00e0 per un alimento solo sospetto vi sar\u00e0 l\u2019indicazione a procedere con un test di scatenamento.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Diete di eliminazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le diete diagnostiche di eliminazione possono essere utili nei pazienti con sintomi persistenti. Ad esempio si possono escludere gli alimenti fortemente sospettati e\/o quelli risultati positivi nei test diagnostici. La dieta viene condotta per tre settimane e se non vi \u00e8 alcun miglioramento deve essere abbandonata; se invece in questo periodo vi \u00e8 un miglioramento consistente si potr\u00e0 prolungare il periodo di dieta per altre 2-3 settimane per raggiungere un risultato evidente. Se non vi sar\u00e0 alcun riscontro di un miglioramento le diete andranno abbandonate. Le diete inoltre sono indicate nel periodo preparatorio allo scatenamento alimentare. In questo caso per almeno due settimane precedenti lo scatenamento dovr\u00e0 essere eliminato l\u2019alimento che si intende provare nello scatenamento stesso.<\/p>\n<p>Va assolutamente evitato l\u2019uso delle cosiddette diete diagnostiche oligoallergeniche che si basano su pochissimi alimenti considerati scarsamente allergenici e che vengono applicate per un periodo di tre \u2013 cinque settimane. Queste diete non si basano su alcuna documentazione scientifica e producono generalmente un certo beneficio per evidente effetto placebo in tutti i soggetti, durante la successiva reintroduzione degli alimenti, uno alla volta l\u2019effetto placebo si esaurisce e ricompaiono i sintomi senza un chiaro collegamento con un alimento. In definitiva si crea una situazione poco definita che non aiuta la corretta diagnosi.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Test di provocazione orale controllato con placebo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019unico sistema corretto per diagnosticare in maniera sicura una reazione avversa agli alimenti\u00e8 il cosiddetto Test di provocazione orale in doppio cieco controllato con placebo. Tradotto in parole pi\u00f9 comprensibili vuol dire che per essere sicuri di trovarsi di fronte ad un\u2019allergia alimentare bisogna effettuare prove di scatenamento rigidamente controllate con l\u2019alimento sospetto e un placebo come controllo. N\u00e9 chi effettua i tests, ne\u2019 il paziente devono essere a conoscenza di ci\u00f2 che viene somministrato (alimento o placebo). Gli altri tests che si possono eseguire in vivo e in vitro (dosaggio IgE totali, dosaggio IgE specifiche ecc.) possono aiutare per capire il meccanismo di azione ma non hanno validit\u00e0 clinica.<\/p>\n<p>Ad esso si ricorre dopo avere eseguito le tappe diagnostiche sopra indicate e nei casi in cui sia indispensabile raggiungere una diagnosi di certezza; ad esempio nel caso il sospetto sia per latte, uova o cereali dove \u00e8 necessaria la certezza diagnostica prima di procedere alla assoluta esclusione di uno di questi alimenti dalla dieta. Nell\u2019esecuzione del test l\u2019alimento sospetto viene somministrato in forma secca o liofilizzata, in capsule opache oppure mascherata in una base inerte. Il placebo consiste in capsule di uguale aspetto contenenti destrosio oppure nella base inerte. La base inerte \u00e8 costituita da alimenti liquidi o solidi sicuramente tollerati dal paziente e che consentano un adeguato mascheramento dell\u2019alimento da somministrare. Questo test, richiede strutture sanitarie attrezzate e una grande collaborazione e fiducia del paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"567\"><strong>Esami privi di fondamento scientifico usati per le reazioni avverse agli alimenti<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"140\">DRIA<\/td>\n<td width=\"508\">E\u2019 un test sviluppato in Italia e consiste nella somministrazione per via sub-linguale, sottocutanea o intradermica dell\u2019estratto allergenico in grado di scatenare la sintomatologia. In seguito si esegue la stessa prova con una soluzione pi\u00f9 debole o pi\u00f9 forte che dovrebbe neutralizzare la reazione allergica e far recedere la sintomatologia. Questa tecnica non solo \u00e8 priva di efficacia ma appare anche priva di fondamento scientifico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"140\">ELETTRO-AGOPUNTURA:<\/td>\n<td width=\"508\">L\u2019applicazione di elettrodi sulla cute dovrebbe rilevare una caduta di corrente in presenza dell\u2019allergene. Non ci sono prove che questa tecnica possa riuscire a fare diagnosi di allergia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"140\">CHINESIOLOGIA<\/td>\n<td width=\"508\">Il paziente tiene in una mano una boccetta contenente l\u2019alimento e l\u2019esaminatore valuta la forza muscolare dell\u2019altra mano. Un decremento di forza rappresenta la positivit\u00e0 del test. Non esiste, ovviamente, nemmeno una base teorica a supporto ed \u00e8 privo di qualsiasi efficacia diagnostica.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"140\">BIORISONANZA<\/td>\n<td width=\"508\">Si basa sulla supposizione che l\u2019organismo emetta onde elettromagnetiche \u201cbuone\u201d o \u201ccattive\u201d. Anche qui non esiste una prova scientifica.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allergie e intolleranze: reazioni avverse agli alimenti &nbsp; Allergie ed intolleranze alimentari, meglio definite come reazioni avverse agli alimenti, sono in aumento in Italia e nel mondo occidentale cos\u00ec come lo sono le allergie in generale. Studi europei stimano una percentuale di prevalenza intorno al 7,5% nei bambini e 2% nell\u2019adulto. 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