{"id":11873,"date":"2018-08-20T08:08:26","date_gmt":"2018-08-20T08:08:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/?p=11873"},"modified":"2018-08-20T08:08:26","modified_gmt":"2018-08-20T08:08:26","slug":"intolleranze-alimentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/intolleranze-alimentari\/","title":{"rendered":"Intolleranze alimentari"},"content":{"rendered":"<p>A differenza delle <a href=\"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/allergie-alimentari\/\">allergie alimentari<\/a>, nelle intolleranze alimentari la reazione indesiderata scatenata dall&#8217;ingestione di uno o pi\u00f9 alimenti non \u00e9 mediata da meccanismi immunologici. In linea di massima, la reazione \u00e8 riproducibile e la gravit\u00e0 della sintomatologia \u00e8 dose-dipendente, contrariamente alle allergie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Intolleranze alimentari di tipo enzimatico<\/strong><\/h2>\n<p>Sono determinate dall&#8217;incapacit\u00e0 dell&#8217;organismo di metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti per difetti congeniti alcuni molto rari (fenilchetonuria) altri un pochino pi\u00f9 diffusi (favismo), altri ancora molto diffusi soprattutto tra la popolazione adulta occidentale (intolleranza al lattosio). E\u2019 questo un classico caso di intolleranza enzimatica e dipende da un difetto delle disaccaridasi, enzimi che a livello intestinale hanno il compito di scindere i disaccaridi, come il lattosio o il saccarosio, e gli oligosaccaridi derivati dalla digestione dell&#8217;amido. In condizioni normali sono capaci di una digestione quasi completa dei disaccaridi e degli oligosaccaridi permettendo che scarsissima e insignificante quota raggiunga il colon indigerita. Nei soggetti con difetti di disaccaridasi il colon viene raggiunto da una quan\\tit\u00e0 maggiore di zuccheri non digeriti e questo determina un aumento delle fermentazioni intestinali, una produzione eccessiva di gas e di acidi e la presenza nel lume intestinale di sostanze indigerite e dei loro metaboliti in quantit\u00e0 superiore alla capacit\u00e0 di assorbimento della parete intestinale. La sintomatologia quindi \u00e8 rappresentata da gonfiore, pesantezza addominale, dolore da distensione, diarrea ed eventualmente malassorbimento di nutrienti. Tra i difetti delle disaccaridasi il deficit di lattasi nell&#8217;adulto \u00e8 molto frequente. L&#8217;enzima generalmente \u00e8 presente in modo normale alla nascita e nei primi anni di vita, ma dopo i 3 anni la sua attivit\u00e0 incomincia a diminuire. Nei Paesi occidentali questo difetto enzimatico si manifesta sovente durante l&#8217;adolescenza ed \u00e8 quindi distinguibile dalla forma congenita, evidente gi\u00e0 alla nascita, e da quella tardiva e secondaria a malattie gastroenteriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Intolleranze alimentari di tipo farmacologico<\/strong><\/h2>\n<p>Sono intolleranze che si manifestano con una sintomatologia disparata ma in alcuni casi molto a quella delle allergie alimentari IgE mediate, ma con negativit\u00e0 dei tests diagnostici allergo-immunologici. Nella maggior parte dei casi c\u2019\u00e8 una relazione di dose-dipendenza. Sono dovute alla presenza di negli alimenti di determinate sostanze: le amine piogene o vasoattive, le metilsantine e altre sostanze dotate di attivit\u00e0 farmacologica.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Amine biogene o amine vasoattive <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le amine vasoattive comprendono la dopamina, l\u2019istamina, la noradrenalina, la feniletilamina, la serotonina e la tiramina. Tutte queste sostanze possono essere presenti negli alimenti in quantit\u00e0 tali da poter provocare sintomi.<\/p>\n<p>L\u2019istamina \u00e8 una diamina ed \u00e8 il mediatore chimico delle allergie essa viene liberata nell\u2019organismo a seguito di una reazione allergica e provoca i sintomi classici dell\u2019allergia,: vasodilatazione, prurito, contrazione della muscolatura liscia (i farmaci antiistaminici agiscono proprio sui recettori per l\u2019istamina impedendole di manifestare il suo l\u2019effetto). E\u2019 opininione diffusa che alimentarsi con un alimento che liberazione di contenga grandi quantit\u00e0 di istamina possa provocare gli stessi sintomi di una reazione allergica vera. L&#8217;istamina negli alimenti deriva dalla degradazione dell\u2019istidina, un aminoacido che \u00e8 contenuto in qualsiasi alimento ci siano proteine, quindi ovunque. La degradazione dell\u2019istidina avviene per opera di microorganismi: batteri, lieviti, muffe presenti nell\u2019alimento sia per contatti accidentali, sia per scopi tecnologici: formaggi, bevande alcoliche, alimenti fermentati come crauti,. Pi\u00f9 \u00e8 lungo il tempo di conservazione di un alimento, maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 che esso contenga derivati delle proteine come l\u2019istamina. Inoltre i batteri presenti nell\u2019intestino possono anch\u2019essi provocare la degradazione dell\u2019istidina in istamina a livello intestinale.<br \/>\nNella maggioranza dei casi l\u2019ingestione di grandi quantit\u00e0 di istamina non sembra produrre disturbi, infatti la comparsa di una reazione dipende non solo dalla dose (maggiore la quantit\u00e0 consumata, pi\u00f9 severa la sintomatologia) e ma anche e, soprattutto, dalla inattivazione dei meccanismi di degradazione dell\u2019istamina. In condizioni normali l\u2019istamina viene degradata dall\u2019enzima istamina-metiltransferasi o diaminossidasi (DAO), che \u00e8 largamente prodotto a livello della parete dell\u2019apparato gastroenterico. In situazione di normalit\u00e0 l\u2019ingestione anche di quantit\u00e0 rilevanti di istamina non produce alcun sintomo; tuttavia se si associa l\u2019assunzione di particolari farmaci o di determinate tossine in grado di inattivare le diaminasi si produrranno i sintomi tipici dell\u2019intossicazione istaminica. Un esempio \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC4273511\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sindrome sgombroide<\/a>. In questa condizione l\u2019ingestione di pesce guasto determina un aumento considerevole dell\u2019istamina nell\u2019apparato gastroenterico, infatti il pesce contiene istidina, a sua volta trasformata in istamina dalla putrefazione e dalla flora batterica intestinale, e due tossine, putresceina e cadaverina, che essendo delle diamine bloccano le DAO annullandone l\u2019effetto. Di conseguenza in quest\u2019intossicazione si rende evidente un effetto istaminico generalizzato con eritema, vasodilatazione, palpitazioni, calo pressorio, cefalea, cui si aggiungono i sintomi dell\u2019intossicazione alimentare vera e propria, vomito e diarrea.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 gli alimenti ricchi in istamina possano riprodurre dei sintomi occorre quindi che vi sia contemporaneamente un\u2019inibizione delle DAO. E\u2019 stato segnalata questa evenienza quando, in concomitanza dell\u2019alimentazione ricca in istamina, vengono assunti farmaci che inibiscono le DAO, come ad esempio l\u2019isoniazide, l\u2019aminoguanidina, la clorochina, la pentamidina, l\u2019acido clavulanico, la dobutamina, il pancuronio, l\u2019imipenem, e altri).<\/p>\n<p>In definitiva la possibilit\u00e0 che alimenti ricchi in istamina\/istidina possano sostenere una sintomatologia allergosimile dipende dalla inattivazione dei sistemi di degradazione fisiologica dell\u2019istamina e quindi va ricercata l\u2019eventuale contemporanea assunzione di tossine (putrescina e cadaverina) e\/o di altre diamine e\/o di farmaci con effetto di inibire le DAO. La possibilit\u00e0 quindi che i sintomi possano essere sostenuti da alimenti ricchi in istamina va sempre considerata con prudenza e informandosi con attenzione sui farmaci assunti.<\/p>\n<p>Sono stati anche descritti alimenti in grado di stimolare la produzione di istamina per intervento dei batteri della flora intestinale. A questo proposito va per\u00f2 ricordato che non esistono ricerche scientifiche recenti al proposito e che le poche ricerche nel campo risalgono a molti anni fa ed erano basate su esperimenti eseguiti in animali; inoltre questi studi non sono mai stati confermati.<br \/>\nNella tabella qui sotto vengono riportati gli alimenti che contengono naturalmente istamina e gli alimenti che ne favoriscono la produzione intestinale.<\/p>\n<p>La tiramina invece \u00e8 un derivato proteico della tirosina. Viene normalmente inattivata da appositi enzimi, le monoaminossidasi o MAO, e, quindi, nella maggioranza degli individui l\u2019assunzione di tiramina con gli alimenti non provoca nessuna sintomatologia. Tuttavia individui con deficit genetioco di questi enzimi o, pi\u00f9 spesso, individui in trattamento con farmaci capaci di bloccare di tali enzimi (alcuni antidepressivi), possono manifestarsi fenomeni di tachicardia, ipertensione, cefalea, febbre e vampate al volto.<\/p>\n<p>Oltre alla tiramina, altre monoamine possono produrre sintomi riconducibili ad un\u2019intolleranza farmacologia. I sintomi qui descritti sono in alcuni casi legati prevalentemente ad un effetto tossico di queste sostanze, altri ancora dipendono da un dimostrato deficit enzimatico: \u00e8 chiaro che questo capitolo attende una migliore definizione, tuttavia sembra corretto comprendere nel capitolo dell\u2019intolleranza farmacologia gli effetti di queste sostanze che pur essendo naturalmente presenti in alcuni alimenti sono in grado di esplicare un\u2019attivit\u00e0 farmacologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tabella elenca queste monoamine:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"118\"><strong>Monoamine<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><strong>Alimenti<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><strong>Meccanismo<\/strong><\/td>\n<td width=\"194\"><strong>Sintomi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\">Dopamina<\/td>\n<td width=\"151\">Fave, altri legumi<\/td>\n<td width=\"180\">Simpaticomimetico<\/p>\n<p>Rilascia Noradrenalina endogena<\/td>\n<td width=\"194\">Crisi ipertensive<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\">Feniletilamina<\/td>\n<td width=\"151\">Alimenti fermentati come i formaggi, vino rosso<\/td>\n<td width=\"180\">Effetto simpaticomimetico indiretto con rilascio di noradrenalina<\/td>\n<td width=\"194\">Emicrania, crisi ipertensive<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\">Serotonina<\/td>\n<td width=\"151\">Frutta, verdura<\/p>\n<p>Alta concentrazione: &gt; 3 mg\/g: banana, kiwi, ananas, prugna, pomodoro, noci.<\/p>\n<p>Media concentrazione: 0,1-3 mg\/g: avocado, datteri, pompelmo, melone, olive nere, cavolo, fichi, spinaci e cavolfiore.<\/td>\n<td width=\"180\">Vasodilatazione della muscolatura scheletrica e vasocostrizione intracranica ed extracranica<\/td>\n<td width=\"194\">Nessuno<\/p>\n<p>Dubbia fibrosi endomiocardica<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Metilsantine<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Sono derivati metilati della xantina, che \u00e8 una diossipurina. Le tre metilsantine presenti negli alimenti sono la <strong>caffeina<\/strong>, la <strong>teofillina<\/strong> e la <strong>teobromina<\/strong>. Ciascuna di esse \u00e8 presente in vari quantitativi nel caff\u00e8, tea, cola, cacao, cioccolato al latte e amaro. Esse funzionano a livello del SNC come antagonisti dell\u2019adenosina e quindi, bloccandone l\u2019effetto inibitore, producono eccitazione. La caffeina ha un effetto maggiore perch\u00e9 compete con il legame delle benzodiazepine. Infine questi agenti bloccano la fosfodiesterasi. Sono stati descritti due casi d\u2019orticaria provocata dalla caffeina con dimostrazione mediante scatenamento controllato doppio cieco con placebo.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Altre sostanze, dotate di blanda attivit\u00e0 farmacologia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nella tabella sono descritte sinteticamente queste sostanze con i loro effetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"99\"><strong>Sostanza<\/strong><\/td>\n<td width=\"113\"><strong>Alimenti<\/strong><\/td>\n<td width=\"208\"><strong>Meccanismi<\/strong><\/td>\n<td width=\"222\"><strong>Manifestazioni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"99\">Capsaicina<\/td>\n<td width=\"113\">Peperoni (Chili, rossi, paprika, Tabasco, ecc)<\/td>\n<td width=\"208\">Rilascio di sostanza P dalle fibre nervose nocicettive che a sua volta produce vasodilatazione, stimolo muscolatura liscia, dolore<\/td>\n<td width=\"222\">Sensazione di bruciore orale. Descritta una gengivite plasmacellulare. Gastriti, nausea, vomito, dolori addominali, manifestazioni cutanee da contatto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"99\">Etanolo<\/td>\n<td width=\"113\">Vini, liquori, ecc<\/td>\n<td width=\"208\">Effetto vasodilatatorio periferico dovuto ad aumento d\u2019acetaldeide in conseguenza di una ridotta attivit\u00e0 enzimatica aldeidodeidrogenasica (ALDH)<\/p>\n<p>Deficit d\u2019ALDH comune negli asiatici rara nei non asiatici<\/td>\n<td width=\"222\">Eritema cutaneo, tachicardia ipotensione, sonnolenza, nausea e vomito.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 manifestarsi nei soggetti con deficit d\u2019ALDH e normali per interazione farmacologia con disulfuram, metronidazolo, griseofulvina, chinacrina, solfonilurea, fenotiazine, fenilbutazone.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"99\">Miristicina<\/td>\n<td width=\"113\">Noce moscata<\/td>\n<td width=\"208\">Pu\u00f2 essere metabolizzata in vivo in un composto anfetaminosimile con effetti simili a quelli dell\u2019LSD<\/td>\n<td width=\"222\">Sintomi a carico del SNC e cardiovascolare: ansiet\u00e0, senso di morte imminente, allucinazioni, tachicardia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"99\">Psoralen<\/p>\n<p>(Furocumarine)<\/td>\n<td width=\"113\">Sedano, prezzemolo, lime, limone, bergamotto<\/td>\n<td width=\"208\">Fitofotodermatiti da contatto con gli alimenti contenenti psoralen e successiva esposizione al sole<\/td>\n<td width=\"222\">Ertema, bolle lineari, vescicole da contatto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"99\">Solanina<\/p>\n<p>(alcaloide glicosidico)<\/td>\n<td width=\"113\">Patata; livelli particolarmente elevati nella buccia; le\u00a0 patatine fritte possono avere livelli alti &gt; 1000 \u03bcg\/g;<\/td>\n<td width=\"208\">Tossicit\u00e0 dose dipendente<\/td>\n<td width=\"222\">Vomito, diarrea, dolori addominali, sintomi neurologici (cefalea, vertigini, confusione, disturbi della vista, midriasi, astenia, perdita di coscienza); compromissione dei segni vitali (febbre, tachicardia, ipotensione, sintomi che possono far pensare ad anafilassi); in casi gravi coma e morte<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"99\">Acido Glicirretinico<\/td>\n<td width=\"113\">Liquirizia<\/td>\n<td width=\"208\">Inibizione dell\u201911\u03b2-idrossisteroido deidrogenasi con ridotta trasformazione del cortisolo in cortisone e accumulo di cortisolo renale<\/td>\n<td width=\"222\">Ritenzione di sodio, ipopotassiemia, edemi periferici, dispnea, ipertensione, aritmie, poliuria, miopatia prossimale, crampi, cefalea<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Intolleranza agli Additivi Alimentari<\/strong><\/h2>\n<p>Molti sono gli additivi usati nell\u2019industria alimentare come coloranti, addensanti, conservanti, antimicrobici, antiossidanti. Fortunatamente la maggioranza degli additivi non induce reazioni avverse, alcune molecole tuttavia possono dare reazioni anche molto gravi. La sintomatologia consiste in prurito, orticaria, rinite, asma, cefalea ed emicrania e sono sostenute da meccanismi non immunologici ancora da definire. Gli additivi che pi\u00f9 comunemente danno reazioni avverse sono: i solfiti, i nitriti e nitrati, il glutammato di sodio e alcuni coloranti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A differenza delle allergie alimentari, nelle intolleranze alimentari la reazione indesiderata scatenata dall&#8217;ingestione di uno o pi\u00f9 alimenti non \u00e9 mediata da meccanismi immunologici. 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