{"id":240,"date":"2014-06-08T16:19:57","date_gmt":"2014-06-08T16:19:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.foodnutritionforum.com\/?p=240"},"modified":"2018-08-13T09:52:06","modified_gmt":"2018-08-13T09:52:06","slug":"latte-facciamo-il-punto-della-situazione_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/latte-facciamo-il-punto-della-situazione_1\/","title":{"rendered":"Latte: facciamo il punto della situazione 1"},"content":{"rendered":"<h2>\u201cBevi il latte, fa bene!\u201d<\/h2>\n<p>Quante volte abbiamo ascoltato questo slogan\u00a0 su riviste o in tv, e quante volte ce lo siamo sentiti dire, magari dal medico di famiglia o dalla nonna.Ma nessun alimento \u00e8 buono o cattivo in senso \u201cassoluto\u201d, il cibo pu\u00f2 far bene o male a seconda dell\u2019uso che se ne fa, delle quantit\u00e0 assunte, delle esigenze fisiologiche e metaboliche personali.<\/p>\n<p>Lo sapevate, ad esempio, che nell\u2019Europa del sud circa il 70% della popolazione (compresa quella italiana) soffre di intolleranza al lattosio? Perch\u00e9 allora continuare ad assumere da adulti questo zucchero, esclusivo del latte, se naturalmente il nostro organismo tende a non digerirlo pi\u00f9? Siamo gli unici mammiferi a continuare ad alimentarci con il latte anche da \u201cgrandi\u201d, ma dal punto di vista genetico non siamo preparati. Ricordo il mio caro professore di Genetica Medica, stimatissimo Sergio Cocozza, che mi spieg\u00f2 l\u2019intolleranza al lattosio come fosse una \u201cfavoletta\u201d. Ebbene, in epoche remote, nei periodi di carestia, si cre\u00f2 una vera a propria competizione tra l\u2019anziano e l\u2019infante nei confronti del latte materno. Insomma, per questioni di sopravvivenza, il nonno, il padre, lo zio o altri adulti vicini alla puerpera tendevano a sottrarre il latte destinato naturalmente al neonato per sedare la propria fame, sfidando cos\u00ec un dogma della Natura: il vecchio non lasciava pi\u00f9 spazio al \u201cnuovo\u201d.<\/p>\n<p>Ovviamente Madre Natura non \u00e8 stata l\u00ec ad assistere passiva e, per difendere la sopravvivenza del neonato, ha reso \u201cil vecchio\u201d intollerante al lattosio, modificando l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019enzima lattasi a partire dal suo DNA. Problema superato, finch\u00e9 l\u2019introduzione dell\u2019allevamento vaccino ha risolto questa secolare competizione, mettendo a disposizione latte in abbondanza per tutti senza preferenze. Ed ecco che l\u2019intolleranza, pian piano, \u00e8 andata retrocedendo. Il punto \u00e8 che non \u00e8 passato abbastanza tempo perch\u00e9 la capacit\u00e0 di digerire il latte sia stata ripristinata in tutti gli adulti!<\/p>\n<p>Situazione ben diversa nel bambino e nell\u2019adolescente, dove l\u2019enzima Lattasi \u00e8 quasi sempre sufficientemente\u00a0 attivo da scindere il lattosio nei corrispondenti monosaccaridi, glucosio e galattosio, evitando cos\u00ec disturbi gastro-intestinali da mal digestione.<\/p>\n<p>Inoltre, nei giovani, la composizione del latte risulta utile per una corretta assimilazione del calcio, del magnesio, dello zinco, essenziali per la salute dell\u2019osso, e promuove lo sviluppo dei Bifidobatteri intestinali, utili per il mantenimento di una sana flora batterica nel colon e per il blocco dell\u2019impianto di germi patogeni nel tenue. Infine dona galattosio, uno zucchero necessario per il corretto sviluppo del sistema nervoso, proteine nobili, vitamine ed oligoelementi.<\/p>\n<p>Un recente studio realizzato al Department of Human Nutrition dell\u2019Universit\u00e0 di Otago [chiedo perdono, non sono riuscito a trovarlo, NdG] ha mostrato come il consumo di latte in et\u00e0 prepuberale risulti fondamentale per la crescita del bambino attraverso l\u2019aumento del livello sierico dell\u2019IGF-1: questo ormone gioca un ruolo chiave nel metabolismo dell\u2019osso, soprattutto sulla cartilagine epifisaria, zona responsabile dell\u2019accrescimento in lunghezza delle ossa lunghe, che promuove l\u2019incremento statuario in infanzia e in pubert\u00e0. La tesi \u00e8 riconfermata da un\u2019altra pubblicazione condotto da Black et al. Questo studio, effettuato su bambini tra i tre e i nove anni, dimostra che nei bambini in crescita, evitare il latte vaccino, a lungo termine comporti bassa statura e povera salute delle ossa. Quindi l\u2019IGF-1 del latte vaccino, completamente identico a quello prodotto dal fegato umano, risulta fondamentale per la crescita dei bambini, ma la produzione corporea di questo ormone tende ad abbassarsi con l\u2019et\u00e0 e si riduce a circa la met\u00e0 a 70 anni. Se invece beviamo latte, questo ormone tende a permanere ad alti livelli nel nostro organismo e ci\u00f2 potrebbe essere rischioso in quanto l\u2019IGF-1 si \u00e8 mostrato capace di stimolare la crescita sia di cellule normali che cancerose ed \u00e8 stato associato ad aumento dell\u2019incidenza del tumore alla mammella e alla prostata. Basti pensare che nelle due aree europee dove si beve pi\u00f9 latte, Scandinavia e Paesi Bassi, esiste il pi\u00f9 alto tasso di tumore al seno. Il latte \u00e8 uno dei primi alimenti che sconsigliamo nelle donne con storia di cancro al seno che vengono a chiedere una visita presso il Consultorio di prevenzione e assistenza oncologica, gestito da me e dal dottor Iasevoli presso la \u201cFondazione Bartolo Longo\u201d a Pompei, ispirandoci alla dieta Diana del dottor Berrino dell\u2019INT Milano.<\/p>\n<p>Altra riflessione importante: il latte che beviamo oggi non \u00e8 il latte di un tempo, munto da vacche allevate su colline incontaminate, che si cibavano di vegetali senza aggiunta di antibiotici, steroidi, ormoni della crescita, erbicidi o pesticidi veicolati dal foraggio. Il latte odierno pu\u00f2 contenere questo, oltre che una variet\u00e0 di fattori di crescita che veicolano all\u2019ipofisi del vitello il messaggio di raggiungere all\u2019et\u00e0 di sei mesi un peso di oltre 100 kg! \u00c8 evidente che tale informazione specifica non corrisponde assolutamente alla crescita normale di un essere umano, ancor pi\u00f9 se non ha pi\u00f9 bisogno di \u201ccrescere\u201d.<\/p>\n<p>Ma poi, \u00e8 davvero cos\u00ec essenziale il latte per tutti noi? Indubbiamente \u00e8 una bevanda ricca in proteine di origine animale, essenziali \u201cmattoncini\u201d dei nostri muscoli e delle nostre ossa ma, come le proteine della carne e dei formaggi, acidificano il plasma tendendo a sottrarre calcio alle ossa, classico alcanizzante in grado di ristabilire il pH plasmatico. Inoltre, la quantit\u00e0 di fosfato presente nel latte di vacca \u00e8 sei volte superiore a quella del latte di donna,\u00a0 e il conseguente aumento della sua concentrazione plasmatica abbassa la calcemia con richiamo di calcio dalle ossa. Una delle prove che il latte non faccia poi cos\u00ec bene alle ossa proviene da diversi studi: ad esempio nello studio Harvard \u201cNurses\u2019 Health Study\u201d, che ha seguito clinicamente oltre 72.000 donne in diciotto anni, si dimostra che l\u2019aumentato consumo di latticini non \u00e8 associato ad un abbassamento del rischio di fratture. Wynn et al. hanno fatto uno studio prospettico e ha concluso che il calcio urinario aumenta 0,04 mmol (1,6 mg) per g di proteine nella dieta.<\/p>\n<p>Il consumo di prodotti lattiero-caseari da parte di 3.000 giovani adulti \u00e8 stato registrato nello studio CARDIA ed \u00e8 risultato legato anche allo sviluppo di caratteristiche cliniche tipiche della sindrome metabolica (obesit\u00e0, pressione arteriosa elevata, scarsa tolleranza al glucosio, insulino-resistenza, e dislipidemia).<\/p>\n<p>Dunque come comportarci? Cominciamo con il ridurre (attenzione, ho parlato di \u201cridurre\u201d non di \u201celiminare\u201d) il consumo di alimenti di origine animale, soprattutto salumi, carni rosse e latticini, che oltre il rischio osteoporosi, apportano grassi saturi dannosi per la salute del sistema cardio-vascolare. E aumentiamo il consumo di proteine di origine vegetale, come quelle dei legumi: ceci, lenticchie, fagioli sono in grado di apportare ottimi quantitativi di calcio senza il rischio di abbassare il pH plasmatico. Questo vantaggio \u00e8 dovuto alla carenza di alcuni aminoacidi ricchi in zolfo, metionina e cisteina, presenti invece nelle proteine di origine animale e capaci di generare acidi nel nostro sangue.<\/p>\n<p>Si rivela inoltre proficuo mangiare pesce non allevato, ricco di calcio, magnesio e fosfati biodisponibili per l\u2019organismo umano, e la verdura a foglia verde, come la cicoria, la rucola, il radicchio e la bieta. Il calcio di un bicchiere di latte si trova anche in una tazza di foglie di rapa, in 30 g di sardine, in 120 g di mandorle secche, in 3 litri di acqua di rubinetto o in 1 litro di acqua minerale con 300 mg\/l di calcio, in una porzione media di ricotta.<\/p>\n<p>Non dimentichiamoci infine che \u00e8 essenziale per la salute delle nostra ossa la riduzione dell\u2019assunzione di caff\u00e8 e sale da cucina, che aumentano l\u2019escrezione urinaria di calcio, e il corretto consumo di frutta e verdura: questi alimenti, ricchi di potassio, magnesio e fibra, sono dei naturali \u201calcalinizzanti\u201d, in grado di preservare il rilascio di calcio dalle ossa anche in condizioni di acidosi.<\/p>\n<p>Articolo riprodotto con il permesso dell\u2019autrice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBevi il latte, fa bene!\u201d Quante volte abbiamo ascoltato questo slogan\u00a0 su riviste o in tv, e quante volte ce lo siamo sentiti dire, magari dal medico di famiglia o dalla nonna.Ma nessun alimento \u00e8 buono o cattivo in senso \u201cassoluto\u201d, il cibo pu\u00f2 far bene o male a seconda dell\u2019uso che se ne fa,<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":9673,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"footnotes":""},"categories":[143],"tags":[150],"class_list":["post-240","post","type-post","status-publish","format-gallery","has-post-thumbnail","hentry","category-dieta-e-salute","tag-latte","post_format-post-format-gallery","prodpage-classic"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}