{"id":242,"date":"2014-06-08T16:22:02","date_gmt":"2014-06-08T16:22:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.foodnutritionforum.com\/?p=242"},"modified":"2018-08-13T09:55:20","modified_gmt":"2018-08-13T09:55:20","slug":"latte-facciamo-il-punto-della-situazione_2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/latte-facciamo-il-punto-della-situazione_2\/","title":{"rendered":"Latte: facciamo il punto della situazione 2"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9001\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Milk1.jpg\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9001\" class=\"size-thumbnail wp-image-9001\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Milk1-150x150.jpg\" alt=\"Latte: facciamo il punto della situazione\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9001\" class=\"wp-caption-text\">Latte: facciamo il punto della situazione<\/p><\/div>\n<h3><strong>di <\/strong><a href=\"http:\/\/www.nutrizionistabrescia.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Giuliano Parpaglioni<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>Dopo la <a title=\"Latte: facciamo il punto della situazione 1\" href=\"\/it\/latte-facciamo-il-punto-della-situazione_1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disamina sugli effetti del latte<\/a> proposta da Maria Assunta Coppola, ecco invece la mia versione della faccenda. Ci tengo a precisare che in alcuni punti siamo perfettamente d\u2019accordo e non mancher\u00f2 di sottolinearli, ma in altri non riesco a vedere il latte come una minaccia.<\/p>\n<p>Seguendo la traccia segnata dalla collega, comincer\u00f2 anche io a raccontare la mia favoletta del latte e di come si sia cominciato a consumarlo, basandomi sul racconto di un professore che ho avuto all&#8217;universit\u00e0 (il professor Modiano al corso di genetica II). Gli uomini, come si sa, all&#8217;inizio della loro storia avevano la pelle scura, spostandosi verso il nord del mondo pian piano la pelle si \u00e8 schiarita. Questo ha dato modo di produrre pi\u00f9 vitamina D attraverso l\u2019azione dei raggi solari sulla nostra pelle, ma il clima freddo delle regioni pi\u00f9 settentrionali impedisce per molto tempo questo sfruttamento, cos\u00ec con la pastorizia si \u00e8 cominciato a mangiare anche il latte: chi assumeva latte aveva pi\u00f9 calcio e vitamina D, cos\u00ec era favorito nella vita (meno fratture, meno rachitismo\u2026) e l\u2019usanza si \u00e8 diffusa. Il risultato di questo discorso \u00e8 che, oggi, oltre il 50% degli africani sono intolleranti al latte (perch\u00e9 la selezione non ha agito su di loro) mentre la percentuale \u00e8 pi\u00f9 bassa in altre popolazioni.<\/p>\n<p>A una et\u00e0 infantile e adolescenziale, il latte \u00e8 importante per la crescita e per l\u2019apporto di <a title=\"Calcio\" href=\"http:\/\/www.my-personaltrainer.it\/nutrizione\/calcio.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">calcio<\/a> e <a title=\"Vitamina D\" href=\"http:\/\/www.vitaminad.it\/vitamina-d-10-domande-per-conoscerla-b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vitamina D<\/a>, ma non \u00e8 indispensabile. Nell&#8217;adulto lo \u00e8 ancor di meno, esistono fonti di calcio decisamente migliori di questo alimento, basta pensare ai semi di sesamo e alla tahin, la crema derivata da essi: a parit\u00e0 di peso, la tahin ha circa 7-8 volte la quantit\u00e0 di calcio del latte. Ma fa davvero cos\u00ec male?<\/p>\n<p>Certo, agli intolleranti sicuramente: danneggia l\u2019intestino e causa malnutrizione, gonfiore e dissenteria, perci\u00f2 bisogna stare molto attenti in queste condizioni. Ma \u00e8 cancerogeno? Ebbene, nonostante quanto scritto dalla collega, non esistono prove forti che colleghino il latte allo sviluppo di tumori. Lo studio pi\u00f9 ampio mai effettuato sulla dieta e il cancro mostra nei confronti del latte azioni contrastanti. Pare che sia implicato nella diminuzione del rischio di cancro al colon-retto, mostra una lieve e solo ipotetica diminuzione del rischio del cancro alla vescica, e una lieve e solo ipotetica associazione positiva con il cancro alla prostata (tra l\u2019altro, lo studio mostra come una dieta ricca di calcio, indipendentemente dalla fonte di questo minerale, sia fortemente legata allo sviluppo di questo tipo di tumore). Da quanto se ne sa al giorno d\u2019oggi, quindi, il consiglio per quanto riguarda il consumo di latte \u00e8 quello di non renderlo un consumo costante e giornaliero, soprattutto nei soggetti maschili che abbiano gi\u00e0 avuto problemi alla prostata.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la salute delle ossa, voglio ribadire che, come dice la collega, il latte non \u00e8 indispensabile: alle nostre latitudini la vitamina D pu\u00f2 essere sintetizzata da noi stessi con una esposizione al sole e il calcio pu\u00f2 venire da mille altre fonti alimentari come latte di soia addizionato, latte di mandorle, mandorle, semi di sesamo, legumi, crucifere\u2026 ma \u00e8 davvero dannoso il latte? Acidifica il sangue e causa perdita urinaria di calcio che alla fine porta a osteoporosi?<\/p>\n<p>Questa argomentazione viene dalla convinzione passata che le proteine avessero questo effetto acidificante, ma una review del 2010 ha smentito questa correlazione. Anzi, si \u00e8 visto che un apporto corretto di calcio, anche con un alto introito di proteine, fa bene alle ossa. Questa diceria sul latte vaccino \u00e8 stata diffusa perch\u00e9 contiene pi\u00f9 proteine rispetto al latte umano, ma quante proteine contiene? A giudicare dalle tabelle diffuse dal sito Sapermangiare.mobi (di derivazione INRAN) il latte intero pastorizzato contiene 3,3 g di proteine per 100 g di prodotto. Considerando che una colazione abbondante \u00e8 da 300 g circa di latte, possiamo ipotizzare che in queste condizioni assumiamo circa 10 g di proteine, ovvero appena un quinto del fabbisogno giornaliero di proteine di una ragazza del peso di 62,5 kg! Non direi che sia una quantit\u00e0 sproporzionata nell&#8217;alimentazione giornaliera.<\/p>\n<p>Inoltre il pH del sangue \u00e8 stabile tra 7,35 e 7,45, sempre e comunque, a meno che non ci sia una patologia grave come ad esempio un diabete scompensato. Dire che un alimento acidifica il sangue ha poco senso (vedi a tal proposito il post su MedBunker, commenti compresi)<\/p>\n<p>Ma se questo non bastasse, una review fa il punto sul latte e l\u2019equilibrio acido base. Le conclusioni di questo lavoro sono:<\/p>\n<p>Key teaching points: Measurement of an acidic pH urine does not reflect metabolic acidosis or an adverse health condition. The modern diet, and dairy product consumption, does not make the body acidic. Alkaline diets alter urine pH but do not change systemic pH. Net acid excretion is not an important influence of calcium metabolism. Milk is not acid producing. Dietary phosphate does not have a negative impact on calcium metabolism, which is contrary to the acid-ash hypothesis.<\/p>\n<p>Traduco:<\/p>\n<p>Insegnamenti chiave: la misura del pH delle urine non riflette l\u2019acidosi metabolica o una avversa condizione di salute. La dieta moderna e il consumo di prodotti caseari non rendono il corpo acido. La dieta alcalina altera il pH delle urine ma non cambia il pH sistemico. La rete di escrezione degli acidi non ha una influenza importante sul metabolismo del calcio. Il latte non produce acidi. Il fosfato derivato dai prodotti caseari non ha un impatto negativo sul metabolismo del calcio, che \u00e8 il contrario dell\u2019ipotesi dei residui acidi.<\/p>\n<p>In conclusione: il suggerimento finale della dottoressa Coppola rimane valido, il latte non \u00e8 indispensabile e assumerlo tutti i giorni in abbondanza pu\u00f2 portare problemi, come qualunque altra cosa al mondo (ricordiamoci sempre che \u00e8 la sola dose a fare il veleno), ma pu\u00f2 essere utilizzato come qualunque altro alimento in una dieta varia e completa, sempre che non sussistano problemi di intolleranze o allergie specifiche, in quel caso va completamente abolito.<\/p>\n<p>Spero che questo lavoro a quattro mani sia piaciuto, ho cercato una collaborazione esterna per avere un punto di vista diverso dal mio e devo dire che il post della collega mi ha spinto ad approfondire alcune tematiche importanti e a conoscere alcuni aspetti di questo alimento che mi erano oscuri, per questo la ringrazio per il tempo speso. Mi auguro che anche in voi che leggete si sia sviluppata la stessa curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Articolo riprodotto con il permesso dell\u2019autore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuliano Parpaglioni Dopo la disamina sugli effetti del latte proposta da Maria Assunta Coppola, ecco invece la mia versione della faccenda. Ci tengo a precisare che in alcuni punti siamo perfettamente d\u2019accordo e non mancher\u00f2 di sottolinearli, ma in altri non riesco a vedere il latte come una minaccia. 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