{"id":434,"date":"2014-08-17T14:18:54","date_gmt":"2014-08-17T14:18:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.foodnutritionforum.com\/?p=434"},"modified":"2018-08-19T13:32:58","modified_gmt":"2018-08-19T13:32:58","slug":"alzheimer-o-diabete-tipo-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/alzheimer-o-diabete-tipo-3\/","title":{"rendered":"Malattia di Alzheimer o Diabete Mellito di Tipo 3?"},"content":{"rendered":"<h2>Alzheimer e glicemia<\/h2>\n<h3>Di <a title=\"Marcello Romeo\" href=\"http:\/\/www.marcelloromeo.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marcello Romeo<\/a><\/h3>\n<p>La letteratura scientifica internazionale si \u00e8 arricchita negli ultimi anni di lavori scientifici che dimostrano la stretta relazione esistente tra <a title=\"Il diabete mellito\" href=\"http:\/\/www.gianlucatognon.com\/it\/diabete-la-nuova-sfida-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">diabete mellito<\/a> e <a title=\"Morbo di Alzheimer\" href=\"http:\/\/www.centroalzheimer.org\/sito\/alzh_primisintomi.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>malattia di Alzheimer<\/strong><\/a>. Gli studi dimostrano ampiamente come i pazienti affetti da <strong>diabete mellito<\/strong> presentino un rischio di insorgenza di <strong>Alzheimer<\/strong> intorno al 50% in pi\u00f9 rispetto ai soggetti non diabetici legato all\u2019insulino resistenza e che il trattamento insulinico risulta essere efficace per ridurre i danni cerebrali tipici della <strong>malattia di Alzheimer<\/strong> con miglioramento del deficit cognitivo e mnemonico che ne consegue.<\/p>\n<p>A tal proposito, I ricercatori della Perelman School of Medicine dell\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania hanno pubblicato sul Journal of Clinical Investigation uno studio che dimostra una riduzione notevole dell\u2019insulina nel tessuto cerebrale dei pazienti affetti da <strong>Alzheimer<\/strong> e che la gravit\u00e0 del deficit cognitivo dei pazienti sarebbe legato ad una modificazione morfofunzionale di una \u00a0proteina indicata come \u00a0substrato recettore dell&#8217;insulina-1 (IRS-1) i cui livelli risultano essere associati alla presenza di placche di beta amiloide e grovigli neurofibrillari che come sappiamo sono noti marcatori della <strong>malattia di Alzheimer<\/strong>.<\/p>\n<p>Un altro importante studio eseguito dai ricercatori della Northwestern University (Usa) e dell&#8217;Universita&#8217; di Rio de Janeiro e pubblicato sulla rivista \u201cPNAS\u201d (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America) dimostra l\u2019effetto protettivo, in vitro, espletato dall\u2019insulina sulle cellule cerebrali della memoria danneggiate dalla <strong>malattia di Alzheimer<\/strong>. In modo particolare, i ricercatori hanno rilevato un significativo beneficio dell\u2019insulina nei confronti delle ADDL, proteine in grado di accumularsi nel tessuto cerebrale causando le caratteristiche lesioni neurologiche all\u2019origine del deficit cognitivo tipico della malattia.<\/p>\n<p>In ultimo, uno studio pubblicato dai ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 Sacro Cuore di Roma configura la <strong>malattia di Alzheimer<\/strong> come una vera e propria disendocrinia al punto da avanzare la possibilit\u00e0 della nascita di una nuova entit\u00e0 nosografica indicata come \u00a0<strong>Diabete Mellito di Tipo 3<\/strong>.\u00a0Questa considerazione scaturisce dall\u2019evidenza che l\u2019insulina sembrerebbe in grado di modulare il release di alcuni neurotrasmettitori e di attivare alcuni sistemi di trasduzione del segnale influenzando, in tal modo, sia la capacit\u00e0 cognitiva sia quella mnemonica. Secondo questi ricercatori, l\u2019insulina sarebbe implicata anche nella regolazione dei processi di fosforilazione della proteina tau che, come sappiamo, \u00e8 componente fondamentale della neurofibrilla che si iperaccumula nel tessuto cerebrale dei pazienti affetti da <strong>Alzheimer<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo importante studio ha, altres\u00ec, dimostrato l\u2019influenza esercitata dall\u2019insulina sul metabolismo della beta-amiloide, componente fondamentale delle caratteristiche placche istopatologiche riscontrate nel tessuto cerebrale del paziente con <strong>Alzheimer<\/strong>.\u00a0Alla luce di queste evidenze scientifiche, si fa sempre pi\u00f9 incisiva l\u2019idea dell\u2019esistenza di una stretta correlazione tra <strong>malattia di Alzheimer<\/strong>, insulino resistenza e diabete mellito e tutto ci\u00f2 si traduce, verosimilmente, in un ampliamento delle possibilit\u00e0 terapautiche oggi a disposizione per il trattamento di questi pazienti e quindi per un miglioramento del loro caratteristico corredo clinico-sintomatologico e della loro qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alzheimer e glicemia Di Marcello Romeo La letteratura scientifica internazionale si \u00e8 arricchita negli ultimi anni di lavori scientifici che dimostrano la stretta relazione esistente tra diabete mellito e malattia di Alzheimer. 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