L’anemia da sport

anemia da sport

L’anemia da sport non é da sottovalutare!

di Leandro Carollo, Dietista ufficiale U.S. Città di Palermo

Negli atleti allenati che svolgono attività fisica prevalentemente aerobica è frequente riscontrare livelli ridotti di emoglobina ed ematocrito, in assenza di situazioni patologiche. Questa condizione frequente durante lo svolgimento di attività fisiche particolarmente intense, è stata denominata “anemia da sport”. I tentativi di inquadrare questa condizione, per studiarne l’incidenza e l’eziologia, sono complicati dalla mancanza di una precisa definizione. Perciò fra le forme di anemia da sport va inclusa anche una condizione, indicata come “pseudoanemia” e conseguente all’allenamento. In tale circostanza si determina una espansione del volume plasmatico non associata ad un corrispondente aumento della componente corpuscolata; questa situazione può di conseguenza simulare l’esistenza di uno stato anemico. In questa condizione pseudoanemica si riscontra una concentrazione dell’emoglobina leggermente ridotta, eritrociti di colore normale, ferritina normale e un valore di MCV superiore alla norma. Nello sportivo si possono sviluppare anche altre due forme “anemiche”:

  1. ad insorgenza acuta con riduzione della concentrazione di emoglobina ed ematocrito, dovuta ad una drastica accentuazione della fisiologica quota di emolisi intravascolare. Questo fenomeno provoca un forte aumento di emoglobina libera che può determinare la perdita di emoglobina con le urine.
  1. ad insorgenza progressiva, caratterizzata sia da una negativizzazione del bilancio di ferro e che da una sua minore disponibilità, che può portare ad una cronica compromissione dei relativi depositi disponibili fino all’insorgenza di una vera e propria anemia sideropenica.

Per poter precocemente individuare queste forme di anemie, oltre alle comuni

indagini di laboratorio, è stato proposto l’utilizzo del dosaggio della protoporfirina. Essa rappresenta l’ultima tappa di una via biosintetica che conduce, dopo il suo legame con un atomo di ferro, alla formazione del gruppo eme. Nel caso in cui la disponibilità di ferro dell’organismo si riduca, la protoporfirina comincia ad accumularsi nel globulo rosso sotto forma libera, perché l’insufficiente quantità dello ione rende impossibile il completamento della sintesi dell’eme. Si è osservata la variazione di tale elemento nei maratoneti, sia nella fase di preparazione che nella gara, con un notevole aumento della quota libera.

Poiché è dimostrato che l’allenamento determina un aumento sia della capacità di lavoro che del quoziente respiratorio si ritiene che gli atleti ben allenati dovrebbero avere maggiori concentrazioni di emoglobina circolante nel sangue rispetto a soggetti sedentari. In effetti è stato riscontrato più volte che in seguito ad intensa attività fisica i valori di emoglobina circolante aumentano, nei soggetti che praticano svariate tipologie di sport. Al contrario, è stata osservata una ridotta concentrazione dell’emoglobina nella maggior parte degli atleti che praticano sport di resistenza.

Una riduzione dell’emoglobina circolante, associata all’aumento del volume plasmatico che si insatura durante il periodo di allenamento, può rappresentare un fattore favorevole contribuendo a migliorare la gittata cardiaca. Inoltre, la ridotta concentrazione, determina una diminuzione della viscosità ematica ed un conseguente aumento della sua fluidità, aumentando il flusso a livello muscolare e quindi facilitare il trasporto di ossigeno ai tessuti. Si può quindi affermare che durante il periodo dell’allenamento si è realizzato un miglior sfruttamento eritropoietico del gruppo eme al fine di garantire una maggiore disponibilità dell’O2 a livello dei tessuti periferici.

Talvolta l’atleta non manifesta disturbi a riposo ma avverte un calo di

efficienza durante l’allenamento e le gare, in seguito si sente stanco tutto il giorno, recupera molto lentamente, sia durante l’allenamento che tra una seduta e l’altra. I muscoli sono spesso dolenti e ciò induce a pensare a problemi di origine muscolare. Quindi, se una condizione di anemia (riduzione dei livelli di emoglobina) franca è rara, sicuramente nello sportivo è più frequente il riscontro un deficit di ferro, esso si evidenzia con:

  • una riduzione della ferritina
  • una riduzione della sideremia
  • riduzione della percentuale di saturazione della tranferrina
  • incremento della tranferrina totale (TIBC)

Spesso un deficit di ferro può essere conseguenza di alimentazioni non adeguate che alterano i normali depositi dell’organismo. É consuetudine nell’atleta, specialmente nel periodo pre-gara, di ridurre l’introito calorico per diminuire il proprio peso con la conseguenza di negativizzare il bilancio di ferro.

Questa cattiva abitudine è più marcata nelle donne atleta a causa dei cicli mestruali che corrispondono mediamente ad una perdita giornaliera di 0,5-0,6 mg al giorno.

Numerosi studi hanno dimostrato che dopo un periodo di allenamento sostenuto ad elevate intensità si verifica una perdita di sangue dal tubo digerente senza la presenza di patologie, sia negli atleti che nei soggetti sedentari. Tale perdita generalmente non è visibile ma può essere facilmente riscontrato attraverso l’esame microscopico.

La diminuzione di ferro, inoltre, si accentua in base al quantitativo di sudorazione giornaliera. Il sudore contiene mediamente 300-400 g/l al giorno di ferro; un’intensa attività fisica può provocare una sudorazione pari a 3 l con la conseguente perdita di 1-2 mg di ferro al giorno. Altro fattore che caratterizza “l’anemia da sport” è l’ematuria: la perdita di sangue con le urine. É un fenomeno transitorio che scompare 24-72 ore dopo l’allenamento e questa caratteristica permette di distinguerla da eventuali ematurie presenti in vere e proprie patologie renali.

Il mantenimento di valori di ferro accettabili si può ottenere con la prevenzione. Per esempio controllare la ferritinemia e il grado di saturazione della transferrina al termine del periodo di allenamento. Assumere almeno 20 mg/giorno di ferro, valore che deve essere particolarmente osservato nelle donne. Una buona norma consiste anche nel ridurre tutti quei prodotti responsabili della riduzione dell’assorbimento del ferro: tannini del vino, the, caffè, bevande che contengono caffeina.

Allenarsi ad alte quote stimola l’eritropoiesi, con incremento dei globuli rossi, dell’emoglobina e quindi maggiore capacità di trasporto d’ossigeno (ciò avviene perché in altura s’instaura una situazione d’ipossia, per la minore quantità di ossigeno disponibile, ed il rene risponde secernendo maggiore quantità di EPO). Atleti a rischio di anemia spesso devono ricorrere alla supplementazione di ferro, consigliata sempre dal medico, che può prolungarsi anche per 1-3 mesi Infine si può stabilire che l’anemia da ferro nello sportivo non è determinato da una reale carenza di ferro ma ad una discrepanza fra la velocità di formazione della protoporfirina e il ferro disponibile, quindi maggiori saranno le riserve minori sarà l’insorgenza della malattia.

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Leandro Carollo

Leandro Carollo è un dietista che si occupa di nutrizione sportiva da più di dieci anni, ed é un membro della direzione dell'ADI (Associazione italiana di nutrizione e dietetica). Ha diversi contatti con squadre di calcio di serie A e B. In particolare, per sette anni ha lavorato nella squadra del calcio Palermo come dietista ufficiale. Il suo lavoro consiste nella valutazione e nel monitoraggio della composizione corporea degli atleti, come la massa muscolare corporea, il grasso corporeo e l'acqua intra ed extra cellulare per la corretta valutazione idrica. Si prende cura di preparare i singoli piani alimentari e le relative integrazioni in funzione delle valutazioni della composizione corporea (massa magra acqua, massa grassa e corpo) valutazione funzionale della crescita della massa muscolare o meno in funzione della formazione e della nutrizione. In passato ha seguito atleti come: Javier Pastore, Edinson Cavani, e allenatori come: Walter Zenga, etc.. Può ottenere ulteriori mie informazioni contattando direttori sportivi come: Walter Sabatini (a.s. Roma), Rinaldo Sagramola (Sampdoria), Giorgio Perinetti (Palermo), Pietro Lo Monaco (Messina), Luca Cattani (Novara), Cristian Panucci (sky team), Rino Foschi (Padova) e diversi allenatori come: Walter Zenga, Massimo Pedrazzini, Delio Rossi, Devis Mangia, Davide Ballardini, Giorgio Gasperini, Stefano Colantuono.

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About Me

I’m an Italian nutrition coach, speaker, entrepreneur and associate professor at the University of Gothenburg. I started MY career as a biologist and spent 15 years working both in Italy and then in Sweden.

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