L’obesità: conseguenze e fattori di rischio

di Gianluca Tognon

L’obesità si definisce come un eccessivo accumulo di tessuto adiposo rispetto al tessuto magro. Tecnicamente, un soggetto viene considerato obeso quando il suo indice di massa corporea (IMC) è superiore a 30. Per capire l’importanza dal punto di vista sanitario di questo problema, basti pensare che anni fa l’OMS ha definito l’obesità uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo insieme al cambiamento climatico. Solo negli USA, un quinto degli adulti è obeso, mentre più di un miliardo di persone al mondo sono in sovrappeso (e 300 milioni di queste sono obese).

L’obesità comporta una maggiore propensione alle principali malattie croniche: malattie cardiovascolari, ictus, diabete, alcuni tumori (endometrio, colon-retto, rene, pancreas, mammella, esofago, WCRF ), malattie della colecisti, osteoartriti. Altri problemi associati a questa patologia sono rappresentati da ipertensione, ipercolesterolemia, problemi respiratori, aumento del rischio chirurgico, complicanze in gravidanza, irsutismo, irregolarità mestruali.

In molti paesi europei, dagli anni ’80 a oggi la prevalenza dell’obesità è triplicata. Il costo sociale di questa condizione è ormai pari al 6% delle spese sanitarie in Europa. L’obesità è inoltre il disturbo infantile più comune in Europa (20% di bambini in sovrappeso di cui un terzo obeso).

Obesità addominale e rischio cardiovascolare

Molti studi mostrano che l’obesità addominale è associata a una serie di conseguenze negative, fra le quali un aumentato rischio cardiovascolare, un maggiore rischio di sviluppare il diabete, che a sua volta aumenta il rischio cardiovascolare, un aumento del rischio tumorale. La minaccia per il cuore deriva dal grasso in eccesso all’interno dell’addome (adiposità intra-addominale) il quale diventa pericoloso quando la circonferenza vita supera gli 88 cm nelle donne o i 102 cm negli uomini. Il tessuto adiposo all’interno dell’addome ha un ruolo metabolico attivo. Ad esempio:

  • produce sostanze che agiscono sulle arterie favorendo la formazione di placche;
  • produce sostanze che aumentano l’insulino-resistenza e favoriscono lo sviluppo del diabete;
  • produce acidi grassi liberi che agendo sul fegato, aumentano l’insulino-resistenza e alterano i livelli dei grassi e degli zuccheri nel sangue;
  • produce sostanze in grado di attivare i processi infiammatori, che causano la formazione e la progressione delle placche nelle arterie.

Inoltre, l’obesità addominale predispone allo sviluppo di:

  • ipertensione;
  • alterazioni dei livelli dei grassi nel sangue (+ Trigliceridi, + LDL, – HDL).

L’obesità può essere il risultato di un’altra patologia o condizione, ad esempio:

  • ipotiroidismo;
  • sindrome di Down;
  • sindrome dell’ovaio policistico;
  • disordini dell’ipotalamo;
  • farmaci antipsicotici/antiepilettici;
  • alte dosi di corticosteroidi.

Fattori non dietetici

Età – Il peso tende generalmente ad aumentare (spesso lentamente) tra i 20 e i 50 anni. In genere la massa magra diminuisce a favore della massa grassa, con conseguente diminuzione del metabolismo basale. Altri fattori che associano la vita adulta con l’aumento di peso sono la ridotta attività sportiva, il matrimonio, il maggior introito di cibo, lo stress lavorativo.

Stato socioeconomico – il costo della dieta è spesso proporzionale alla salubrità degli alimenti che si acquistano. Molti alimenti ricchi di energia e soprattutto ad elevata densità energetica (carne grassa, affettati, ecc.), hanno un prezzo più conveniente di altri meno calorici (frutta, verdura, pesce). Questo almeno in parte spiegherebbe perché chi ha scarse possibilità economiche è maggiormente esposto all’aumento di peso.

Sedentarietà – La maggiore sedentarietà nel lavoro (aumento dei lavori sedentari) e in casa (per l’avvento della televisione e degli elettrodomestici) è una delle cause alla base dell’epidemia di obesità. Ritmi di vita spesso frenetici (o anche solo la pigrizia favorita da un ambiente più tecnologico) portano inoltre a una diminuzione del tempo dedicato all’attività sportiva.

Altri fattori – Basso peso alla nascita, mancato allattamento, peso e abitudini dei genitori.

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Gianluca Tognon

Gianluca Tognon è un biologo specializzato in scienza dell’alimentazione. Ha lavorato per diversi anni come ricercatore presso l’Università di Göteborg in Svezia ed è docente presso l'università di Skövde in Svezia. In Italia ha pubblicato cinque libri su diversi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione ed è co-autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.

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About Me

I’m an Italian nutrition coach, speaker, entrepreneur and associate professor at the University of Gothenburg. I started MY career as a biologist and spent 15 years working both in Italy and then in Sweden.

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