Mi stai mentendo, dolcezza? Il miele non é così sano come pensi

miele

La tua sciropposa delizia è più viscosa di quanto tu pensassi

Sei un instancabile appassionato di miele e preferiresti morire piuttosto che passare un giorno intero lontano dalla tua delizia preferita? Ti piace sentire la tua gola dolcemente accarezzata da questo autentico dono di natura? Se le tue risposte sono entrambe “Sì!” e hai già l’acquolina in bocca, scommetto che vuoi sapere di più su come difenderti dalle tipiche adulterazioni che riguardano questo alimento.

Ma prima di entrare in questa discussione, vorrei definire brevemente cos’è esattamente questo prodotto. Il miele è un prodotto naturale dalle api (Apis mellifera) che deriva dal nettare dei fiori e altre secrezioni vegetali (o secrezioni che gli insetti succhiatori hanno lasciato sui fiori). Le api combinano queste sostanze con altri enzimi, immagazzinano questa miscela e la lasciano disidratare in un favo di cera d’api, dove matura fino a diventare la dolce delicatezza che molti amano. Vari tipi di miele esistono oggi sul mercato [1],[2].

Finora, tutto nella norma, non é vero? Sfortunatamente, il miele può essere adulterato in diversi e creativi modi.

I venditori senza scrupoli hanno adulterato questo alimento fin dall’inizio dei tempi. Nel 1889, il Dr. Harvey W. Wiley, chimico a capo del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, scrisse la seguente dichiarazione: “Non c’è nessun altro tipo di cibo che è stato così ampiamente adulterato come il miele.” Molto più recentemente, il giornalista vincitore del premio Pulitzer Andrew Schneider ha riportato che, nel 2011, oltre i tre quarti del miele venduto nei negozi di alimentari statunitensi non era esattamente quello che le api producono. Questo non sembra molto incoraggiante, vero?

Per molti anni, i controlli ufficiali sul miele sono stati principalmente mirati a rilevare la presenza di residui di farmaci o pesticidi, nonché di metalli pesanti, mentre il problema legato alle adulterazioni è stato quasi completamente ignorato. L’elenco delle possibili adulterazioni del miele comprende: l’aggiunta di zuccheri esterni (e poco costosi), le frodi sulla designazione floreale e quelle sulla designazione geografica. Nonostante nessun componente o additivo alimentare possa essere aggiunto al miele (Codex Stand. 1981), una tipica adulterazione del miele è l’aggiunta di sciroppi di zucchero durante o dopo la produzione. In alternativa, le api possono essere alimentate con sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio anziché con nettare. Gli sciroppi a base di amido, di mais ad alto contenuto di fruttosio, di glucosio e di saccarosio, quest’ultimo prodotto da barbabietole o da canna da zucchero, sono stati tutti utilizzati per l’adulterazione del miele. Non dovrebbe sorprendere che aggiungere zuccheri più economici a questo prodotto sia un modo abbastanza semplice per ridurre i costi di produzione, dal momento che il miele è composto quasi interamente da zuccheri: fruttosio (33-43%), glucosio (25-35%) e saccarosio, maltosio o polisaccaridi (da 0 a 2%).

L’Unione Europea regola e definisce gli standard per questo prodotto [3], in termini di livello di acidità, concentrazione e tipo di zuccheri, contenuto di 5-idrossimetilfurfurolo, contenuto di minerali (ceneri), umidità e contenuto di solidi insolubili in acqua. Tuttavia, nonostante gli sforzi delle autorità di regolamentazione europee, il miele è ancora uno dei prodotti alimentari più frequentemente contraffatti e adulterati, soprattutto a causa dell’impossibilità di discriminare tra diverse origini botaniche e geografiche. Le analisi chimiche più accurate e precise (come l’NMR[4]) consentono l’identificazione di ingredienti aggiunti in modo fraudolento, ma costano un’enormità rispetto al valore del prodotto da analizzare.

Secondo la FAO[5], pochissimi apicoltori sono consapevoli della situazione mondiale del mercato del miele e il fenomeno dell’adulterazione del miele riguarda sia i prodotti importati che quelli prodotti localmente.

Devo ammettere che sono sempre stato scettico nei riguardi del miele e delle sue presunte proprietà salutari. Pensando che il miele è una fonte concentrata di zucchero (non importa se aggiunti illegalmente o contenuti naturalmente) e che è così facile da consumare in maniera eccessiva, tendo a scoraggiarne il consumo, soprattutto alle persone che hanno bisogno di perdere peso. Tuttavia, se non puoi starne lontano, il mio consiglio è di comprarlo da un apicoltore locale di fiducia. Ciò non impedirà il rischio o l’errata classificazione botanica (che non riesco a vedere come un grosso problema), ma almeno ridurrai il rischio di acquistare sciroppo di fruttosio alto al prezzo del miele.

Evitare il consumo di miele ti aiuta comunque a “disintossicarti” dai dolci e riduce la quantità di calorie che consumi. Se utilizzi miele per preparare torte e biscotti, ad esempio, prendi in considerazione la possibilità di sostituirlo con datteri secchi, uvetta o semplicemente con della frutta.

Adulterato o no, il miele è una fonte di zuccheri aggiunti e deve essere trattato come tale: il suo consumo andrebbe il più possibile limitato.

 

[1] i.e. pressed, centrifuged and drained.

[2] i.e. comb, chunk, crystallized or granulated, creamed and heat-processed.

[3] Direttiva 2001/110/EC.

[4] Some hopes in honey adulteration detection are coming from near-infrared (NIR) technology and proper statistical analyses. These techniques may be used for batch to batch honey quality monitoring in terms of adulteration and quantity estimation of honey contents by correlating with chemical analysis (Kumaravelu and Gopal, Proceedings of the 2014 International Conference of Food Properties (ICFP 2014) Kuala Lumpur, Malaysia, January 24-26, 2014).

[5] Food And Agriculture Organization (FAO): Aspects of honey adulteration – how to prevent the fraud.  http://teca.fao.org/discussion/aspects-honey-adulteration-how-prevent-fraud?page=1.

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Gianluca Tognon

Gianluca Tognon è un biologo specializzato in scienza dell’alimentazione. Ha lavorato per diversi anni come ricercatore presso l’Università di Göteborg in Svezia ed è docente presso l'università di Skövde in Svezia. In Italia ha pubblicato cinque libri su diversi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione ed è co-autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.

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